«Il CTCU si schiera a favore delle famiglie italiane»

A breve una causa-pilota per l’eliminazione della clausola di arrotondamento dell’Euribor.

Novità in arrivo in “casa” del Centro Tutela Consumatori Utenti a favore delle famiglie italiane. Il CTCU, infatti, è intenzionato ad avviare, a breve, una causa-pilota per l’eliminazione e/o la modifica della clausola sull’arrotondamento dell’Euribor presente nei contratti di mutuo a tasso variabile-indicizzato utilizzati dalle banche locali. Si tratta di una previsione contrattuale che contribuisce per la sua parte a rendere ancora più oneroso l’indebitamento dei mutuatari e così come applicata è illegittima.

Il CTCU, in passato, aveva già sollevato dubbi riguardo la legittimità di detta clausola. Ora vuole vederci più chiaro e passare all’azione, venendo di fatto incontro alle esigenze della famiglia media che ha sottoscritto negli ultimi anni contratti di mutuo a tasso variabile (oggi sicuramente più svantaggiate rispetto a quelle che hanno aderito al “fisso”). “Si tratta – afferma Walther Andreaus, direttore del CTCU - di una clausola utilizzata in un ampio numero di contratti di mutuo, soprattutto mutui casa, dalle banche locali. Secondo noi si tratta di una clausola non equa, che crea un ingiustificato disequilibrio contrattuale, con vantaggi ingiusti solo a favore delle banche. Non bastassero i tassi in aumento negli ultimi due anni; la clausola dell’arrotondamento aggrava secondo noi l’indebitamento delle famiglie e presenta vari profili di contestazione sui quali chiederemo ai giudici di pronunciarsi”. Di cosa si tratta nel concreto? La clausola in questione è quella relativa alla determinazione del tasso di interesse, laddove si fa riferimento all ’arrotondamento ad una frazione di punto superiore (quarto/decimo/ ottavo) dell’Euribor, in genere l’Euribor 6 mesi (360 o 365), utilizzato quale parametro di indicizzazione del tasso di interesse del mutuo previsto contrattualmente. Un esempio. Previsione contrattuale di determinazione del tasso: Euribor 6 mesi 365, con arrotondamento al di punto superiore + spread dell’1%. Se l’Euribor 6 mesi/365 ad una certa data è pari a 4,51%, questo viene arrotondato allo 0,25 superiore e diventa un 4,75%, al quale va aggiunto lo spread, cioè il guadagno della banca, dell’1%. In totale il tasso di interesse sarà quindi pari al 5,75%. Qualche cifra per riflettere sul “problema” In termini assoluti, per un capitale di mutuo preso a prestito in banca pari a 100.000 euro, la differenza di 0,24 punti percentuali si traduce in circa 240 euro di interessi in più all’anno. Sull’intera durata del mutuo, poniamo 20 anni, il confronto fra il tasso arrotondato – 5,75% - ed il solo Euribor (non arrotondato) + spread, ovvero 5,51, si traduce in una differenza- interessi a favore della banca di ben 3.270 euro. un semplice “arrotondamento” a proprio ed esclusivo favore. Nel calcolo è stato considerato solo un arrotondamento. Negli ultimi due anni (dal 06.12.2005) gli aumenti del tasso di riferimento della BCE sono stati ben otto, con relativo adeguamento anche dei tassi Euribor. “Quello che dà molto fastidio è che gli istitudi di credito prevedano tale arrotondamento solo a proprio favore, creando un chiaro e inaccettabile squilibrio delle condizioni contrattuali”, spiega il direttore del CTCU. ”Per molti clienti è difficile comprendere la portata dirompente di una simile clausola, dei cui effetti non se accorgono subito ma solo al momento dell’adeguamento del tasso in corso di rapporto. Siamo convinti che se un cliente comprendesse, in fase di contrattazione, i possibili pesanti effetti economici di una tale previsione, si muoverebbe in maniera ben differente verso la banca e non esiterebbe molto probabilmente a scegliere offerte meno vessatorie presso qualche altro istituto”. L’eventuale risultato positivo del giudizio che il CTCU ha in mente di avviare potrebbe riservare sorprese interessanti anche dal lato di possibili rimborsi di somme illegittimamente incassate dagli istituti bancari in questi anni.

di Claudio Carlo Nardacci
7 febbraio 2008