«La Guerra dei tassi »

Lo scontro tra “fisso” e “variabile” I dati dei rapporti annuali del Censis e Bnl/Einaudi. La BCE alzerà il costo del denaro a più riprese nel corso dell’anno.

Novità in arrivo nel settore dei tassi dei mutui. E’ salita ulteriormente la soglia oltre la quale vengono infatti ritenuti “usurai”. Per il primo trimestre 2008 il livello fissato dalla Banca d’Italia per i mutui a tasso fisso è pari al 9,12% contro il 9,09% del trimestre ottobre-dicembre 2007. Per i mutui a tasso variabile la nuova soglia è dell’8,625%. La BCE (Banca Centrale Europea) ha lasciato invariato il costo del denaro al 4%, invertendo il trend degli ultimi due anni, ma l’Euribor (il tasso interbancario che determina il livello delle rate) continua a crescere. C’è preoccupazione da parte degli analisti sia per il rallentamento della crescita, sia per la corsa dell’inflazione nei paesi dell’area “Euro”. Secondo i calcoli effettuati da Adusbef, a causa dell’aumento dell’Euribor la rata del mutuo si fa sempre più pesante e l’aumento nel mese di dicembre si aggira fra i 32 e gli 84 euro mensili. Ciò si traduce in un incremento annuo che va dai 396 euro ai 1.000 euro. Sempre secondo l’Adusbef la situazione nel 2008 potrebbe peggiorare ancora per coloro che hanno acceso un mutuo a tasso variabile visto che, se si confermano le previsioni degli esperti, la BCE, prima o poi, alzerà il costo del denaro a più riprese nel corso dell’anno. Attualmente il tasso variabile ha superato, sia pur di poco, quello fisso a causa degli incrementi dell’Euribor che, a fine novembre, ha fatto registrare un incremento dello 0,67% (passando dal 4,22% al 4,89%), attestandosi a quota 4,94% i primi giorni di dicembre. La situazione è preoccupante anche per il Censis. Secondo l’ultimo rapporto annuale, in Italia ci sono 530 mila famiglie a rischio insolvenza anche perché la rata media dei mutui a tasso variabile è cresciuta del 25%. Le banche, per far fronte a questa situazione, sono pronte a rinegoziare parte del plafond mutui attualmente attivo sul territorio nazionale. Secondo l’ABI, nei primi nove mesi del 2007, sono stati rinegoziati, dagli istituti ben 42 mila contratti. In novembre c’è stato un lieve calo dei tassi che si sono attestati sul 5,67% contro il record del 5,71% registrato ad ottobre. I tassi di novembre, nonostante il calo, superano quelli registrati nello stesso mese del 2006 di quasi un punto percentuale. A partire da febbraio 2008 i tassi interbancari dovrebbero tornare a scendere così come quelli bancari applicati dagli istituti sui mutui. L’Euribor, infatti, dopo il balzo registrato tra novembre e i primi giorni di dicembre, è sceso grazie all’intervento della BCE. Dal rapporto annuale sul risparmio Bnl/Einaudi emerge che il rialzo dei tassi d’interesse non ha messo in crisi il mercato dei mutui; infatti, a ottobre c’è stato una crescita dell’11,2% contro il 9,9% di settembre. Inoltre, il 52,7% di coloro che hanno acceso un mutuo hanno scelto il tasso variabile. Dal rapporto si rileva, inoltre, che il 51% degli italiani non riesce più a risparmiare, ma chi lo fa preferisce capitalizzare in modo sicuro e gli immobili sono considerato ancora l’investimento migliore per il medio-lungo termine.
di Claudio Carlo Nardacci
7 febbraio 2008